Paul McCartney: Man on the Run - da Ram ai Wings, il ritratto di un artista sempre in fuga
Aver appreso la notizia di un film documentario incentrato esclusivamente su Paul McCartney e i Wings, cronologicamente immesso dopo lo scioglimento dei Beatles — e qui vi consiglio anche un’uscita letteraria, ossia il testo edito da La Nave di Teseo, Wings. Una band in fuga, pubblicato nel Novembre 2025 —, mi ha portato per prima cosa a recuperare i nove episodi della docuserie di culto sui Fab4 The Beatles: Anthology (disponibile in streaming su Disney+) per riconnettermi in armonia totale con il mondo sonoro beatlesiano e di Macca.
La prima parte di Man on the Run è di impatto, è splendida, coronata da infiniti filmati di repertorio, ci racconta un McCartney accompagnato da Linda Eastman nelle highlands scozzesi, finalmente isolato e lontano dal caos della beatlemania. Ma sofferente. Siamo agli inizi degli anni Settanta e nella campagna scozzese, dalla sua famiglia e da Jet, il suo fedele pony onnipresente, Paul McCartney in particolar modo in quegli anni è il perfetto ritratto di un uomo e di un artista che non può fare a meno della sua arte, della musica e, dunque, perdendo i Beatles è fragilissimo, ha perduto l’obiettivo principale della sua vita. E passato un periodo di decadimento, Macca si rimbocca le maniche e incomincia una lunga strada di rinnovamento e sperimentalismo; interessante a questo proposito la sezione dedicata al suo album da solista Ram del 1971, un disco mal accolto dalla critica del tempo ma che fa proprio della sperimentazione e dell’ottica lo-fi nelle registrazioni casalinghe un esempio pioneristico di ciò che sarebbe accaduto poi nel mondo della musica, anche contemporanea, se pensiamo al bedroom pop. Anche in questo McCartney quindi è stato e rimane un modello. Da lì il film passa alla “riscoperta del caos”, ovvero la fondazione dei Wings, band fondata da Paul con sua moglie Linda a cui poi si avvicenderanno vari componenti e diverse formazioni e un successo planetario: tour mondiali, milioni di dischi venduti, avventure e disavventure lungo la strada...del rock and roll. Peccato che la seconda parte del film, rispetto alla prima, corre più veloce e si sofferma meno su alcuni aspetti, come quelli compositivi o prettamente musicali delle canzoni targate Wings.
Concludendo, Man on The Run, diretto da Morgan Neville è un inno perfetto alla poliedricità di un artista enorme come Paul McCartney, vuol raccontarci l’anima inquieta di un uomo sempre alla ricerca del suono e della nota giusta, una personalità altamente assuefatta dal provare e riprovare, sperimentare e rinnovarsi sempre, che cerca comunque di rimanere al passo e al mutare del tempo e che continua a regalarci emozioni in musica immortale, appunto un “Man on the Run”, sempre in fuga e in perenne corsa.
Per comprendere in pieno il genio di McCartney, oltre al succitato The Beatles: Anthology, sempre su Disney+ è disponibile un piccolo gioiello, ovvero McCartney 3,2,1 un lungo dialogo in sei episodi tra il Beatle da me più amato e il produttore visionario Rick Rubin, un viaggio fra tecniche musicali e approccio alla filosofia sonora in compagnia di due giganti, in poche parole fondamentale. Da recuperare, sempre su Disney+ è la docuserie del 2021 The Beatles: Get Back, prodotta e diretta da Peter Jackson sull’ultima sessione di registrazione dei Beatles, un restauro e un nuovo montaggio con scene inedite di un film infelice nella produzione distribuito per la prima volta nel 1970.
Infine, e qui concludo davvero, di una decina di giorni fa è la notizia di un altro documentario sul mondo infinito di storie legate a McCartney: questa volta ad essere rappresentata è la misteriosa vicenda della sparizione e ritrovamento del suo mitico e primo basso elettrico Hofner, il documentario si intitola McCartney: The Hunt for the Lost Bass e la premiere è avvenuta su BBC iPlayer. Speriamo di vederlo presto!