Extraordinary 2: il ritorno della dark comedy di Emma Moran

 
 

Per noi è passato un anno, per loro neanche un minuto. Jen, Carrie, Mr. Schizzo e Kesh sono tornati e li ritroviamo esattamente come li avevamo lasciati.

Questa seconda stagione di Extraordinary riprende i vecchi problemi e temi in sospeso, li approfondisce e li assimila a nuove questioni sempre tenendo un registro comico-sarcastico e tendente al dark humor. Carrie e Jen primeggiano e si impongono su una narrazione che continua a funzionare a quattro voci.

La crisi e soprattutto la separazione tra Carrie e Kesh si conferma, ma è un pretesto per far emergere la profonda amicizia fra loro. Caratterialmente era già evidente quanto Carrie fosse piena di insicurezze e nel corso degli episodi possiamo vedere come si liberi da alcuni suoi tabù. Il suo potere da medium, nella scorsa stagione, l’aveva portata a dissociarsi dalla realtà e a vivere sospesa tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Questa volta Carrie perde ancora di più la sua voce a causa principalmente della sua necessità di cambiare e di trasformarsi dopo la rottura. Da stereotipo si taglia la frangetta in un impeto di follia e prova a buttare via il passato (oggetti, vestiti, ecc.) facendolo inghiottire da un vortice. Successivamente una vecchia attrice, ex sex-symbol, che Carrie ha invocato per farle da insegnante, cerca di sopraffarla possedendola. Un mentore però non deve diventare un modello a cui voler somigliare o di cui invaghirsi, ma qualcuno dal quale trarre ispirazione per migliorarsi. Infatti la medium, e così vale anche per Jen, deve riuscire a conoscere e accettare le sue fragilità, e soprattutto acquisire sicurezza in sé stessa senza voler diventare qualcos’altro. Kesh, eterno Peter Pan, ha bisogno di capire meglio le sue priorità e non solo esplora la sua vena artistica, ma scopre anche la sua nuova identità sessuale.

Mr. Schizzo, invece, deve fare i conti con una vita precedente di cui non ha memoria e deve imparare a gestire l’ansia e la pressione di tutti i giorni. Scappare e trasformarsi in gatto probabilmente non è più l’opzione migliore e può portare ad altre problematiche: da gravidanze indesiderate fino al rischio di essere castrati da un veterinario che vuole ridurre il randagismo. 

Jen è però la principale voce narrante che guida lo spettatore e si guida nelle stanze caotiche della sua mente, arredate da librerie, percorsi labirintici e porte nascoste. Lei infatti era riuscita, nella prima stagione, a raccogliere i soldi necessari per cominciare un percorso psicologico e capire come sbloccare i suoi poteri. Come sempre qualcosa va a buon fine, ma sostanzialmente emergono problemi e traumi irrisolti, racchiusi in libri polverosi o gocciolanti di sangue, in base al tema dell’episodio.

Ancora una volta Extraordinary è graffiante e scava nelle problematiche dei millennial e post millennial con molta ironia. Ci sono tutte le ansie, gli attacchi di panico e le difficoltà di comunicare in maniera assertiva. Ci sono anche il continuo incappare in stratagemmi astrusi e nel passivo-aggressivo, le gelosie illogiche che sfociano in manie di controllo sui social totalmente futili e che è ben noto che siano ridicole, ma anche pericolose. Oltre a tutto questo la comicità nella nuova stagione, sempre firmata da Emma Moran, si fa a tratti più cupa e drammatica, così per uno degli ultimi episodi bisogna preparare i fazzoletti. Per quanto l’idea di imparare a pescare dei pesciolini rossi in una vasca da bagno faccia ridere, in Extraordinary diventa un momento drammatico molto intenso. Quel momento padre (evocato da Carrie) e figlia è eccezionale, un momento di comicità surreale che riporta nella realtà non solo Jen, ma anche lo spettatore.

Forse l’unico personaggio non abbastanza caratterizzato e fin troppo macchiettistico è Nora, la moglie di Mr Schizzo. Questo però fa pensare che, come altri personaggi secondari, potrebbe tornare più caratterizzata in una terza stagione. Comunque il cliffhanger conclusivo di questo ciclo di episodi rende molto difficile l’attesa a noi spettatori.

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