Industry: il lato oscuro del denaro su HBO Max
Ammetto di aver sottoscritto l’ennesimo abbonamento di streaming TV VOD (video on-demand), per la ricchissima piattaforma HBO Max proprio per seguire Industry, produzione HBO fino in fondo nelle sue scelte stilistiche e narrative, è una serie che si presuppone di voler “alzare il sipario” sul mondo dell’alta finanza, degli investimenti e dei trader long sellers e short sellers, con una maniera esplicita e senza filtri, crudissima. Non vi nego neppure quest’altra cosa: prima di cimentarmi in un binge watching forsennato fra gli episodi di Industry (per adesso la serie è ferma alla quarta stagione ma rinnovata per un’ultima quinta stagione in arrivo molto probabilmente nel 2027), molte delle terminologie che vi ho appena citato non sapevo neppure dove abitassero. E questa è un altro dei numerosi punti di forza della serie, non riesci a riposare, ti immergi fin sopra alla testa di numeri, di strategie, di scandali finanziari così che quando si chiude la tua maratona giornaliera ne vuoi sapere di più di quel mondo, per quanto crudele e ostico. E dietro questo sipario si muovono nella Londra capitalista d’oggi le vite di Harper Stern (Myha’la Herrold) e Yasmin Kara-Hanani (Marisa Abela), nel loro rapporto infinito di amore-odio-rivalità-amicizia e dei numerosi comprimari, tra cui Eric Tao (Ken Leung); inoltre, l’ultima stagione Industry si arricchisce di star affermate come il Jon Snow del Trono di Spade Kit Harrington nelle vesti di Henry Muck, disturbato ed insicuro discendente di una casta di Lord inglesi o la Sabrina Spellman (Kiernan Shipka) dell’omonima serie stregonesca Netflix del 2018. Breve ma efficace apparizione anche quella di Charlie Heaton da Stranger Things nei panni dello sfortunato giornalista d’assalto James Dycker, oltre anche alla presenza ambigua di Whitney Halberstram, interpretato da Max Minghella (The Handmaid’s Tale, 2017-2025).
La serie è scomoda e perversa come Succession, ha la verve sexy senza filtro alcuno di Euphoria tra sesso e droga e tratta i tecnicismi del mestiere come la redazione giornalistica di The Newsroom di Aaron Sorkin, non a caso vi ho citato tre serie televisive del marchio HBO. Su tutto domina il demone dei soldi e del capitale, anche quando i personaggi si rapportano tra loro durante le numerose nottate clubbing condite da ketamina e cocaina, non c’è mai fino in fondo onestà, finanche nei rapporti sessuali. C’è sempre e un continuo scambio tra domanda e offerta e alla fine a tutti loro cosa rimane? Delle vite occluse al vero “mestiere di vivere”, sofferenti e ferite. Però è in questi sforzi, in questi ostacoli, in quelle breve pause rasserenate che sotto la pelle di anime ammalate si scorge ancora una voglia di sentire e provare emozioni.
Questa storia non vi abbandonerà e tutto questo coronario dei personaggi che ne fanno parte sono magnifici.