SKAM Italia: storia di un fenomeno televisivo

 
 

SKAM Italia (TIMvision, 2018-2019; Netflix, 2020 -) è diventata nel corso degli anni un punto di riferimento per la serialità teen italiana, un titolo che ha raccolto il plauso della critica e il riconoscimento del pubblico per la sua capacità di raccontare con naturalezza e verosimiglianza l’adolescenza. SKAM Italia ha inoltre saputo raggiungere un target che la fiction generalista italiana non era stata in grado di conquistare, quello per l’appunto degli adolescenti, che per la prima volta hanno potuto riconoscersi effettivamente nelle narrazioni e nei personaggi raccontati. Il successo della serie ha avuto un’eco anche negli studi di settore, che in gran parte si sono concentrati sulla rappresentazione di tematiche socialmente rilevanti – come, in particolar modo, la realtà LGBT+ –, mentre un altro filone di studi si è giustamente focalizzato sulla natura transnazionale di SKAM Italia, che, come è ben noto, è l’adattamento italiano di un format norvegese.

L’originale SKAM è frutto del tentativo di NRK, la televisione pubblica norvegese, di intercettare il pubblico giovane, lasciato purtroppo orfano di una programmazione dedicata. Proprio per raggiungere questo target viene lanciato nel 2007 il canale NRK 3, espressamente pensato per una programmazione targettizzata. Dall’unione delle forze tra NRK 3 e NRK Super – quest’ultimo canale rivolto ad un pubblico infantile, ma con grande esperienza nella produzione dei cosiddetti “online drama” – prende vita nel 2015 SKAM. Il merito del realismo della messa in scena si deve al modo in cui la serie è concepita: prima della produzione, la showrunner Julie Andem e il suo team conducono ben cinquanta interviste con gli adolescenti norvegesi, raccogliendo suggestioni, spunti ed esperienze per dare vita a un racconto il più autentico possibile.

Com’è noto la distribuzione di SKAM tradisce la più tradizionale programmazione televisiva, con una messa in onda anticipata dalla pubblicazione di alcune clip online che ricreano una sovrapposizione temporale tra la vita dei personaggi e quella degli spettatori. Oltre a questo, sul sito dedicato vengono creati i profili social dei vari protagonisti, dando vita così ad un’esperienza narrativa multimediale. Nel giro di due stagioni la popolarità di SKAM supera i confini nazionali e diventa un vero e proprio fenomeno globale, dovuto anche all’iniziale mancanza del geo-blocking, che permette quindi a chiunque di visionare le clip anche da un paese straniero. Tra gli effetti principali di questo successo c’è l’esportazione del format in altri territori e la realizzazione di numerosi remake: in particolare, ad oggi, sono stati realizzati sette adattamenti nazionali della serie, in Francia, Germania, Italia, Stati Uniti, Paesi Bassi, Spagna e Belgio.

A dimostrazione di quanto il linguaggio di SKAM sia fondamentale all’interno della serie, il team originale insiste molto sul mantenimento di determinate caratteristiche estetiche e registiche nella realizzazione dei remake: tra questi la recitazione naturalistica, l’utilizzo della camera a mano e di inquadrature lunghe e documentaristiche, dispositivi volti ad enfatizzare il carattere realistico della storia. Inoltre, per affermare tale realismo, il team norvegese suggerisce ai colleghi esteri di realizzare a propria volta interviste agli adolescenti per garantire maggiore fedeltà ai temi e ai linguaggi della generazione raccontata.

La versione italiana, denominata appunto SKAM Italia, è associata al nome di Ludovico Bessegato, showrunner che ne ha curato l’adattamento e diretto la maggior parte delle stagioni. La storia di SKAM Italia si può dividere in due parti, sulla base del suo percorso produttivo e distributivo. La serie è prodotta da Cross Productions e per le prime tre stagioni viene distribuita da TIMvision. La distribuzione su tale piattaforma determina anche dei cambiamenti rispetto all’originale norvegese: le prime due stagioni di SKAM Italia sono rese disponibili gratuitamente anche su un sito dedicato, ma dalla terza la serie diventa accessibile solo per chi ha un abbonamento a TIMvision. Questa decisione provoca una sentita polemica da parte del fandom e una conseguente sospensione della quarta stagione, fino all’arrivo di Netflix. Nel 2019 la quarta stagione rientra in produzione e nel 2020 viene distribuita su Netflix, su cui verranno poi distribuite anche le stagioni successive. Il passaggio a Netflix rappresenta un altro scarto, vale a dire la pubblicazione delle singole stagioni nella loro interezza.

Se quindi la storia produttiva e distributiva di SKAM Italia si può dividere in due parti (prime tre stagioni con TIMvision, stagioni successive con Netflix) anche a livello narrativo si può optare per una divisione analoga, che rende ancora più evidente lo scarto con la serie originale. Così come altri adattamenti nazionali, SKAM Italia è proseguita anche oltre le quattro stagioni dell’originale norvegese. Nonostante il finale della quarta stagione avesse un sentore di conclusione, la serie è proseguita con una quinta e una sesta stagione (fino ad ora), che rappresentano a tutti gli effetti un nuovo inizio. Bessegato, ormai impegnato con la sua seconda opera teen, Prisma (Amazon Prime Video, 2022 -), ha lasciato definitivamente il posto in cabina di regia a Tiziano Russo, pur restando presente come head writer. La quinta stagione è stata un momento di transizione, un passaggio di testimone dai protagonisti originali a quelli nuovi, che nella sesta stagione vengono definitivamente identificati come una “nuova generazione” di personaggi che guideranno la storia nei prossimi anni.

Seppur questo cambio sia stato accolto con scetticismo da gran parte del fandom, esso è coerente con l’anima di SKAM Italia, ovvero la sua attitudine a mutare continuamente per confrontarsi con il presente, con la contemporaneità che il suo pubblico vive tutti i giorni, una contemporaneità che non riguarda solo i giovani protagonisti, ma che include dentro di sé la sfera sociale, culturale e politica dell’Italia di oggi. SKAM Italia si inserisce puntualmente all’interno del dibattito socio-culturale del Paese, intercettando i temi all’ordine del giorno, a volte con ingenuità, ma sempre con fedeltà al suo status di narrazione pensata per il qui ed ora, che fa quindi dell’immediatezza e della prossimità culturale il proprio punto di forza. Anche per questo motivo SKAM è uno dei casi più rilevanti di ibridazione tra nazionale e transnazionale nella televisione contemporanea, dove aspetti produttivi, distributivi e narrativi convergono all’interno di una delle manifestazioni più interessanti dei processi di globalizzazione della serialità televisiva.

 

Riferimenti bibliografici

L. Barra, SKAM Italia. Ristrutturare un modello produttivo e distributivo, in L. Barra, F. Guarnaccia (a cura di), Super Tele. Come guardare la televisione, Minimum Fax, Roma 2021, pp. 173-188.

M. M. T. Andersen, V. S. Sundet, Producing Online Youth Fiction in a Nordic Public Service Context, in “VIEW. Journal of European Television History & Culture” vol. 8, fasc. 16, 2019.

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