Terry Gilliam al Mònde Festival: il maestro dell’imprevisto racconta il suo cinema

Le prime parole che ho avuto la fortuna di ascoltare dalla bocca dell’ottantacinquenne regista di Brazil avevano l’aspetto di un mantra: il mio scopo nella vita è sempre stato quello di non avere piani. È così che si presenta la sua Masterclass sull’ “imprevisto”, questo il tema della nona edizione del Festival Mònde — Festa del Cinema sui Cammini, su direzione artistica del regista Luciano Toriello e presentato nella città di Foggia dal 28 al 31 Maggio, che ha portato nella città pugliese personalità del calibro di Kevin Spacey, Matthew Modine, Margherita Buy, Lino Musella, Maurizio Nichetti, oltre che allo stesso Gilliam a cui è stata dedicata nelle giornate del Festival una retrospettiva di dieci titoli.

Accompagnato dalla giornalista e traduttrice Silvia Bizio, Gilliam esprime già con il corpo la sua estrosità: instaura con il pubblico presente nel Teatro “U. Giordano” delle gag con il suo modo di parlare e di guardare il pubblico presente, si è immediatamente certi che si è di fronte al creatore di tutti quei personaggi “folli e viaggiatori”, come il Dr. Gonzo di Paura e delirio a Las Vegas o il Parry interpretato da Robin Williams ne La leggenda del Re Pescatore.

Ritornando ai piani imprevisti e ai viaggi, infatti, Gilliam ci racconta numerosissimi aneddoti, come è iniziata più o meno sessant’anni prima, la sua journey, intraprendendo il primo dei suoi percorsi, da Minneapolis a New York per incontrare Harvey Kurtzman, allora a capo della storica rivista MAD COMICS cercando un qualsivoglia impiego, naturalmente senza appuntamento prefissato alcuno e strategia che si voglia. Il Caso lo aiuta e Gilliam entrerà per un periodo a far parte dell’universo comics, le sue strade, come sappiamo saranno proiettate verso un altrove, quello dell’universo cinematografico e a abbracciare la sua incontenibile e geniale follia non poteva esserci luogo più adatto che l’Inghilterra con quel gruppo dissacrante e meraviglioso che risponde al nome dei Monty Python. Ebbero un successo enorme, a detta di Gilliam: “eravamo sei persone a cui piaceva ridere a vicenda, con libertà totale. La BBC trasmetteva i nostri sketch ogni settimana e il giorno dopo tutta Londra ne parlava”. Da questa libertà creativa nasceranno, anche con l’apporto di Gilliam nel gruppo, anche i film Monty Python e il Sacro Graal (1975) su regia dello stesso Gilliam e Brian di Nazareth (1979).

Il regista passa in rassegna il suo rapporto con l’Italia, rinnovando il suo amore per Fellini e raccontando anche degli aneddoti in pure stile Gilliam del suo incontro a Cinecittà con il regista italiano durante la lavorazione de Il Barone di Munchausen, e di come Fellini volontariamente  fece costruire un set che ostruiva l’ingresso dell’ufficio di Gilliam, così da impedire a quest’ultimo di poter uscire dalla stanza…un piccolo dispetto perché non sopportava che un giovane regista americano potesse avere un budget di milioni di dollari da utilizzare per un film. A cui Gilliam nella masterclass riflette su cosa avrebbe potuto fare Fellini con tutto quel denaro.

E proprio l’affannosa ricerca dei finanziamenti diviene nella conversazione un argomento principe, poiché i suoi film sono sempre incappati in gestazioni a dir poco assurde e piene di casualità e colpi di scena. Il regista si definisce prima di Brazil il ragazzo d’oro di Hollywood ma dopo quel film iniziarono i problemi, perché dall’Universal nessuno voleva distribuire il film. Lui si inventerà cose incredibili, come comprare una intera pagina su Variety per poi scegliere una grafica del tipo cartellone funerario, una pagina completamente nera su cui farà scrivere “Quando farete uscire il mio film? Firmato: Terry Gilliam”. Come in ogni viaggio e avventura che si rispetti, ci furono altre intercessioni del Caso, come quella di Steven Spielberg per Brazil, in altre quella di Robin Williams — grande fan dei Monty Python — dopo che Sean Connery abbandonò il progetto del Barone di Munchausen e con cui Gilliam instaurò una bella amicizia che culminerà nella produzione de La leggenda del Re Pescatore. Sui produttori e sull’Italia, Gilliam cita un suo amico e produttore tedesco che era solito ripetere: “Nella vita ho tre eroi: Alessandro il Grande, Napoleone e Dino De Laurentiis”. De Laurentiis e Gilliam cercarono anche di collaborare durante gli anni Ottanta per un progetto (One Saliva Bubble) però non si fece nulla, uno dei tanti progetti naufragati di Gilliam, a cui fanno eco le sue parole, divertito, del fatto di avere una casa da trent’anni a Perugia ma non è mai riuscito a raccogliere un euro per realizzare un film qui da noi.

Nelle due giornate pubbliche in compagnia di Terry Gilliam che ho avuto l’occasione di partecipare, durante la prima serata è seguita la proiezione di Paura e delirio a Las Vegas, un altro dei tanti viaggi di Gilliam, un trip allucinogeno e psicotropo, un percorso mentale nella follia on the road tra gli Stati Uniti d’America, sintetizzati a colpi di droghe e Jefferson Airplane. Svettano nel film Benicio Del Toro che, ci riferisce Silvia Bizio, avrebbe tanto voluto essere lì al Festival per salutare Gilliam, e Johnny Depp su cui Gilliam ne spara un’altra divertentissima: per simulare gli enormi quantitativi di cocaina consumati nel film, gli attori dovevano sniffare latte in polvere e alla fine del film, ci racconta Terry Gilliam, Depp ne aveva consumato così tanto di latte in polvere che non avrebbe avuto problemi ad allattare. 

Sono stati incontri all’insegna del Terry Gilliam più puro e energico e folle che ci sia, come d’altronde mi aspettavo, e il regista si sofferma anche con il suo rapporto con Napoli, è affascinato dalla città perché a suo dire: “Guidare a Napoli è come essere in un Jazz Group”, e scarrozzato in giro dal suo autista nella città partenopea, viene incuriosito e divertito da quella follia urbana che lo accoglie perfettamente come un suo adepto. E proprio legandosi a Napoli ci dedica la visione del cortometraggio diretto da lui e prodotto dall’azienda Garofalo The Wholly Family (disponibile integralmente anche su YouTube), un altro trip dove l’ordinario e il quotidiano con le sue problematicità si trasformano in straordinario, nel magico e surreale, in maniera del tutto imprevista.

E così infine, nell’ultimo giorno del Festival, nel silenzio di una sala buia alle quattro del pomeriggio non volevo lasciare andare Gilliam e i primi piani distorti dei suoi magnifici personaggi che attraversano viaggi mentali, stellari e straordinari, pertanto ho deciso di riguardare quel bellissimo film del 1991, La leggenda del Re Pescatore, con Robin Williams e Jeff Bridges a un livello altissimo di interpretazione, performance che ben calzano le istanze folli e di meraviglia del Cinema di Terry Gilliam. Quel film lo considero una sintesi efficace e perfetta di ciò che vuole raccontarci, su quanto il regista sia un outsider senza compromessi e perennemente in viaggio senza un piano e senza un chiaro obiettivo. Come recita Parry (Robin Williams) nel film: “Io non ho un lavoro, ho una missione”. E questo credo che sia la cosa più importante da dire su questo ritratto di un regista dalla creatività incontenibile. 

Prima di lasciarvi ai consigli in streaming delle opere di Terry Gilliam, proprio ragionando sull’era dello streaming, Gilliam al numerosissimo pubblico presente riferisce di quanto la fruizione TV e la sua community è mutata dai tempi dei Monty Python: la frammentazione delle piattaforme streaming, secondo Gilliam, ha frantumato le possibilità di una visione condivisa, “oggi ognuno guarda qualcosa di diverso. Non esiste più un linguaggio comune su cui discutere. Un tempo, la televisione generalista creava una comunità temporanea di spettatori, oggi quella comunità si è dispersa in infinite micro-narrazioni individuali”. E su questo bisogna ripartire, e noi di Streamofilia cerchiamo di fare il possibile per restaurare quel bisogno di condivisione e collettività, anche nel frastuono dello streaming.

Buona visione!


Monty Phyton e il Sacro Graal - Amazon Prime Video, Apple TV, Google Play Film;

Jabberwocky — Amazon Prime Video; Chili;

I banditi del tempo — Amazon Prime Video, Chili, Apple TV;

Brazil — Apple TV; Chili;

Le avventure del Barone di Munchausen — Mediaset Infinity, Amazon Prime Video, Chili, Apple TV;

La leggenda del Re Pescatore — Amazon Prime Video, Apple TV, Rakuten TV;

L’esercito delle 12 scimmie — Amazon Prime Video, Apple TV, Google Play Film, Sky, Now;

Paura e delirio a Las Vegas — Mediaset Infinity;

I fratelli Grimm e l’incantevole strega — Amazon Prime Video, Apple TV, Chili;

Tideland. Il mondo capovolto — Amazon Prime Video, Tim Vision;

Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo — Apple TV;

The Zero Theorem - Tutto è vanità — Amazon Prime Video

L’uomo che uccise Don Chisciotte — Amazon Prime Video, Apple TV, Rakuten TV.

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