Pochi registi italiani hanno saputo lasciare un'impronta così riconoscibile nell'immaginario collettivo come Tinto Brass. Il suo nome è diventato quasi sinonimo di erotismo cinematografico, ma ridurre la sua opera a questa sola dimensione significa trascurare un percorso artistico molto più articolato, cominciato con il cinema sperimentale e politico degli anni Sessanta e passato attraverso il western, il thriller, la satira e la commedia. Prima ancora di diventare uno dei più riconoscibili autori del cinema erotico europeo, Brass è stato un regista curioso, irriverente, attratto dalla contaminazione dei linguaggi e poco incline a rispettare le regole. La sua eredità, del resto, va ben oltre i singoli film. Brass ha contribuito a portare l'erotismo fuori dalla dimensione clandestina e marginale, facendone un elemento dichiarato del racconto cinematografico e un terreno di confronto con la morale, il potere e le convenzioni sociali. Ha costruito un immaginario immediatamente riconoscibile, fatto di corpi, sguardi, ironia, colori e provocazioni, che ha attraversato il cinema popolare, la televisione, la pubblicità e la cultura pop. Le sue attrici, da Stefania Sandrelli a Serena Grandi, sono diventate parte di un universo estetico che ha alimentato citazioni, parodie e discussioni ben oltre il pubblico dei suoi film. Anche quando è stato contestato, imitato o liquidato con sufficienza, Brass è rimasto un autore impossibile da ignorare.
Per rendergli omaggio abbiamo raccolto alcuni dei suoi lavori oggi disponibili sulle piattaforme, seguendo un percorso che attraversa oltre quarant'anni di carriera: dagli esperimenti visivi e politici degli esordi ai titoli che hanno definito la sua fama internazionale. È anche un'occasione per ricordare quanto il suo cinema meriterebbe di essere più facilmente accessibile. Purtroppo, infatti, il catalogo dello streaming resta incompleto: numerosi film della sua filmografia continuano a mancare dalle piattaforme, rendendo difficile ricostruire nella sua interezza un percorso tanto singolare. Quella che proponiamo è dunque una selezione, non una retrospettiva esaustiva. Un invito a riscoprire Tinto Brass attraverso ciò che oggi è possibile vedere, nella speranza che anche le opere ancora assenti possano presto tornare a disposizione del pubblico.
Ça ira, il fiume della rivolta (1964)
Minerva Classic su Prime Video
Un documentario d'esordio che guarda alla storia attraverso le immagini della Rivoluzione francese e della Comune di Parigi. Tinto Brass sperimenta il montaggio d'archivio per costruire un racconto politico sulla rivolta e sulla lotta per la libertà, anticipando il suo interesse per un cinema capace di provocare e mettere in discussione le convenzioni.
Yankee (1966)
Il western secondo Tinto Brass prende una strada decisamente anticonvenzionale. Un misterioso pistolero arriva in una cittadina dominata da una banda di trafficanti di esseri umani e si ritrova coinvolto in una guerra senza esclusione di colpi. Tra citazioni, ironia e violenza, il regista rilegge il mito della frontiera con uno sguardo irriverente.
Col cuore in gola (1967)
Thriller pop, coloratissimo e attraversato da atmosfere psichedeliche, segue uno scrittore coinvolto in un intricato caso di omicidio dopo aver trovato il cadavere di una giovane donna. Brass trasforma Londra in un labirinto di sospetti, erotismo e suggestioni visive, giocando con i linguaggi del fumetto e della cultura underground.
Nerosubianco (1969)
Londra diventa lo scenario di un viaggio trasgressivo tra desiderio, provocazione e libertà sessuale. Una donna borghese incontra un giovane afroamericano e si lascia trascinare in un'esperienza che mette in crisi le convenzioni della sua vita quotidiana. Sperimentale e volutamente scandaloso, il film anticipa molti dei temi che diventeranno centrali nel cinema successivo di Brass.
Salon Kitty (1976)
Berlino, durante il nazismo: un bordello di lusso viene trasformato dalle SS in un centro di sorveglianza e ricatto, dove le prostitute sono costrette a raccogliere informazioni sui propri clienti. Tinto Brass intreccia erotismo, potere e degradazione morale in un affresco provocatorio, nel quale il sesso diventa anche uno strumento di controllo politico.
Caligola (1979)
Temptation Channel su Prime Video
Una delle produzioni più controverse della storia del cinema italiano. Attraverso l'ascesa e il regno dell'imperatore Caligola, Brass mette in scena un universo di eccessi, violenza, perversione e intrighi di palazzo. Un kolossal scandaloso, passato alla storia anche per le travagliate vicende produttive e le successive manipolazioni del montaggio.
Action (1980)
Un regista cinematografico, interpretato da Luc Merenda, si trova coinvolto in una vicenda che mescola ambizioni artistiche, passioni e intrighi nel mondo dello spettacolo. Brass guarda dietro le quinte dell'industria cinematografica, costruendo un racconto metacinematografico che gioca con i confini tra realtà e finzione.
La chiave (1983)
Nella Venezia del 1940, un uomo maturo osserva attraverso un diario i desideri e le esperienze erotiche della moglie, interpretata da Stefania Sandrelli. L'adattamento del romanzo di Jun'ichirō Tanizaki segna una svolta nella carriera di Brass: l'erotismo diventa il centro dichiarato della narrazione, tra voyeurismo, gelosia e trasgressione.
Miranda (1985)
Nella provincia veneta del dopoguerra, Miranda gestisce una locanda frequentata da uomini diversi, con i quali intreccia relazioni sentimentali ed erotiche senza rinunciare alla propria indipendenza. Serena Grandi interpreta una protagonista disinibita e intraprendente, al centro di una commedia erotica che rielabora liberamente suggestioni goldoniane.
Capriccio (1987)
Durante una vacanza a Capri, una coppia sposata si ritrova a fare i conti con fantasie, desideri e ricordi del passato. Tra tradimenti, giochi di seduzione e provocazioni, Brass costruisce un racconto sull'infedeltà e sulla libertà sessuale, affidato ancora una volta a un universo femminile intraprendente.
Monella (1998)
Nella provincia italiana degli anni Cinquanta, Lola è una ragazza curiosa e intraprendente, impaziente di scoprire il sesso e di sposare il fidanzato Masetto. Ma lui, deciso a rispettare la tradizione e ad aspettare il matrimonio, finisce per alimentare i suoi giochi di seduzione. Una commedia erotica che mescola nostalgia, malizia e provocazione.
Monamour (2005)
Marta è una donna sposata che, durante un soggiorno a Mantova, incontra Léon, un giovane artista francese con cui intraprende una relazione clandestina. Attraverso il diario della protagonista, Brass racconta il risveglio del desiderio e il conflitto tra vita coniugale e trasgressione, tornando a esplorare il tema della libertà erotica femminile.