Gigolò per caso – La sex guru – La disfatta del metodo Bremer
Gigolò per caso è una serie Prime che nasce come instant remake della francese Alphonse, diretta da Nicolas Bedos (recente promessa della comédie potache) e interpretata da Jean Dujardin. Una rivisitazione alla vaccinara a cura di Eros Puglielli, abile frequentatore di generi ormai votatosi alla commedia, dopo aver testato la propria alchimia con Lillo e Greg (Gli idoli delle donne) e con Christian De Sica (Cortina Express).
Il rovesciamento comico del cliché della prostituzione in versione maschile ha visto già svariati tentativi, dal surreale e pionieristico Bordella di Pupi Avati, al volgarissimo dittico Deuce Bigalow con Rob Schneider, fino alla commedia romantica Fading Gigolò di e con John Turturro.
L’operazione svolta da Puglielli sta a metà fra la farsa nazionalpopolare e la riflessione sui ruoli e gli stereotipi di genere, in cui Christian De Sica sfodera la sua solita incontenibile verve, controbilanciata dall’aplomb goffo di Pietro Sermonti, creando così un gioco di coppia che potrebbe funzionare in nuove operazioni post-cinepanettonesche.
Se la prima stagione funziona abbastanza grazie alla strana coppia di protagonisti, a qualche comprimario di lusso (su tutti Gloria Guida in versione autoparodica) e ai titoli di testa con grafica stilizzata e commento musicale di Francesco Cerasi, che ricalcano una certa commedia sofisticata alla Pasquale Festa Campanile o alla Giorgio Capitani, la seconda stagione si affloscia quasi subito come un soufflé mal riuscito.
Gli ingredienti sono sempre gli stessi: machismo, neofemminismo, fluidità di genere, crisi di coppia e ruolo genitoriale, ma allungati nel brodo di un qualunquismo in cui nemmeno i tempi della pochade risultano più funzionali.
La vera novità di questa stagione è il personaggio di Rossana Astri, una sex guru che insegna alle donne come emanciparsi sessualmente senza il bisogno degli uomini. La santona del sesso, interpretata da una Sabrina Ferilli non particolarmente brillante, inserisce nella storia slogan femministi che sembrano pescati direttamente dagli anni Sessanta (“Il piacere è tutto mio”, sulla falsariga di “L’utero è mio e me lo gestisco io”), mentre De Sica replica all’infinito battute e smorfie, recuperando persino il triorchidismo (disfunzione che presenta un terzo testicolo) da Homo Eroticus, commedia di culto con Lando Buzzanca.
Gigolò per caso – La sex guru sotto la patina della burla bonaria, nasconde un’operazione profondamente conformista, in cui la critica alla famiglia tradizionale come modello patriarcale si riduce a semplice buffetto, stingendo in un moralismo triste e incolore.
La fase discendente delle capacità amatorie di Christian De Sica/ Giacomo Bremer, riflette il processo involutivo di un prodotto che cerca di sfruttare fino all’osso caratteri e trovate, stiracchiando come un chewingum una struttura narrativa prossima al cedimento.