People We Meet on Vacation: l’Henry-verse su Netflix
È impossibile parlare del rinascimento del genere romance senza fare il nome di Emily Henry, la scrittrice americana che con copertine dai colori vivaci e una dolce sincerità ha scalato più volte la classifica dei bestseller del New York Times. Mentre Hollywood sembra essersi dimenticata troppo in fretta l'attrattiva che può avere anche per il pubblico cinematografico un romanzo bestseller (anche forse il successo di Una di famiglia glielo ricorderà), ci ha pensato Netflix ad accaparrarsi i diritti per i primi adattamenti dell’Henry-verse ed ecco che a inizio gennaio è arrivato People We Meet on Vacation - Un amore in vacanza, un film - giustamente - ambientato tutto d’estate mentre fuori ci sono mediamente -3C°.
I protagonisti, una coppia annunciata e mai dubitabile, sono Poppy (Emily Bader di My Lady Jane) e Alex (Tom Blyth, Coriolanus Snow da giovane in Hunger Games - La ballata del Serpente e dell’Usignolo), lei uno spirito libero e lui distaccato, che dopo una lunga macchinata dal loro college fino alla città natale, decidono di fare ogni anno una vacanza, regalandosi un breve momento di spontanea follia. La vacanza è, a detta loro, “il luogo dove le persone fanno cazzate con persone che non vedranno mai più”, ma la verità è che quelle settimane diventano il momento in cui Poppy e Alex sono liberi di far crescere il loro rapporto, prima un’amicizia e poi un sentimento confuso che rischia di minare anche la loro quotidianità.
Tra altri fidanzati e le resistenze interiori dei due personaggi, il percorso come in ogni rom-com che si rispetti non è semplice e il film diretto da Brett Haley ripropone la stessa narrazione non-lineare del romanzo, che parte dal presente e poi torna a nove anni prima per saltare freneticamente di estate in estate fino al matrimonio di amici in comune (rigorosamente gay, un nuovo trend iniziato da Tutti tranne te) che potrebbe permettere il ricongiungimento di Poppy e Alex.
People We Meet on Vacation appare come una figlia distante di Harry, ti presento Sally, un altro - ora datato - tentativo di indagare se sia possibile o meno un’amicizia completamente platonica tra uomo e donna che nel gergo narrativo contemporaneo si descrive come il tropo della friends-to-lovers (un’abbreviazione per riassumere la dinamica che lega i due protagonisti, vedesi anche le più famose enemies-to-lovers). Se Tom Blyth rimane sempre contenuto a causa del suo Alex che difficilmente esce dagli schemi che si autoimpone, Emily Bader dimostra ancora una volta dopo My Lady Jane di essere una delle attrici più magnetiche degli ultimi tempi, che da sola potrebbe permettere alla romcom cinematografica di rinascere dalle sue macerie.
A mancare nell’operazione in toto è la magia: l’intera trama del film (come dello stesso libro) è prevedibile dalla prima scena e se ovviamente non ci si aspetta che da una romcom escano colpi di scena degni di un film di Christopher Nolan, People We Meet on Vacation sembra puntare su un’eccessiva economia narrativa. Persino i protagonisti appaiono come degli abbozzi più che entità sviluppate, vittime del complesso “gli opposti si attraggono” e quindi riempiti di stranezze per rendere ancora più imponente la loro differenza. I due interpreti fanno il possibile per elevare una sceneggiatura scheletrica con la loro chimica, ma una romcom che si rispetta non può basarsi solo sulla capacità del casting director.