Michele Massimo Tarantini – Dal corpo erotico al corpo comico

L'approccio registico al filone della commedia sexy che ha avuto Michele Massimo Tarantini (venuto a mancare lo scorso 3 aprile), è stato abbastanza trasversale rispetto al genere di riferimento, spostando progressivamente lo sguardo dal corpo erotico al corpo comico e adottando una vis umoristica, talvolta meno grezza rispetto a prodotti coevi. Tarantini, a differenza di un Mariano Laurenti che possedeva un senso del comico gioiosamente triviale, impiegava i meccanismi fisici dello slapstick inserendoli in una dimensione da bozzetto di borgata, guardando spesso oltre i moduli pedestri in voga tra la fine dei Settanta e i primi Ottanta.

Tarantini da un certo punto di vista è stato quasi un erede della commedia maliziosamente birichina di fine anni Cinquanta (alla Susanna tutta panna per intenderci), prodromo del filone chiappa e spada. E’ stato l’unico a trasformare Edwige Fenech in una figura comica con il personaggio di Gianna Amicucci, sexy agente eccessivamente zelante e casinista sulla falsariga di La poliziotta, commedia con Mariangela Melato diretta da Steno. Tarantini ha utilizzato la Fenech in maniera sorprendente rispetto ai suoi ruoli canonici, riducendone l'esposizione epidermica e ampliandone le potenzialità brillanti. Per converso è riuscito a impiegare la maschera isterica e scurrile di Alvaro Vitali in forma meno estrema, facendone quasi un personaggio comico da cinema muto. Bisogna però ammettere che questo equilibrio tra ammiccamenti sexy e humor slapstick, a un certo punto è sfuggito di mano a Tarantini, facendo precipitare il suo cinema nella farsa più scontata e becera (La dottoressa ci sta col colonnello, La dottoressa preferisce i marinai), soprattutto verso gli anni Ottanta, quando il filone stava progressivamente per esaurirsi. Ma Tarantini, come tutti i cosiddetti artigiani di genere, ha saputo spaziare andando oltre il suo innato senso per il comico, debuttando nel poliziesco con Sette ore di violenza per una soluzione imprevista, attraversando il dramma (Stringimi forte papà) e facendo incursione persino nel musical (Brillantina rock e Gay Salomé).

Quattro film di culto di Michele Massimo Tarantini sono reperibili in streaming su Prime Video, partendo da La liceale del 1975, manifesto della commedia sexy in cui si vede già in nuce la volontà di Tarantini di sottrarsi alle regole del gioco, pur avendo contribuito a lanciare come icona erotica l’allora ventenne Gloria Guida.

L’anno dopo è la volta di Edwige Fenech con La poliziotta fa carriera,  prima rimodulazione tarantiniana del modello di Steno. Solo una sequenza voyeuristica all’interno di una pellicola che ha il sapore popolaresco dei film comici successivi al neorealismo rosa. La Fenech è scatenata e doppiata in romanesco, mentre Carotenuto e Vitali anticipano la coppia Banfi-Ghiani di Fracchia la belva umana.

Nel 1977 torna Edwige più scatenata che mai in Taxi Girl, una farsa in piena tradizione slapstick, in cui il corpo erotico diventa pienamente comico, grazie anche a un buon senso del ritmo e un inseguimento finale che è piaciuto persino a Paolo Mereghetti, il quale ha assegnato al film ben due stelle e mezza.

Sempre nello stesso anno esce Napoli si ribella, un poliziottesco meno truce di altri prodotti coevi, con alcune buone soluzioni di montaggio (efficace l’analogia tra lo sparo di pistola e il colpo di una palla da tennis) e la coppia Merenda-Cannavale che a tratti ne fa quasi un buddy movie. Finale teso e amaro.

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